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I migliori ristoranti in Parma

1594 ristoranti in GastroRanking

Ordinare per Ristoranti vicini
9,0
623
Recensioni

Ristorante Salotto Parizzi&Picchi


Parma
07/02/2021: Un'esperienza superiore. Unico neo un servizio poco attento da parte di una delle due persone in sala.
20/01/2021: Visited here before COVID, wonderful food and experience.

9,0
1612
Recensioni

Antica Corte Pallavicina


Polesine parmense
31/03/2021: Corte bellissima, museo del culatello da favola, menu' impeccabile!!
25/02/2021: In occasione del week-end di San Valentino, mia moglie ed io abbiamo usufruito del pacchetto “San Valentino in Corte” per far visita all’Antica Corte Pallavicina ed al suo ristorante stellato.Complici le diminuite restrizioni anti-Covid del periodo, che comunque permettevano spostamenti all’interno della regione, ci siamo diretti a Polesine Parmense, là dove il solo Po rimane confine tra Emilia e Lombardia. La Corte mostra subito, al primo impatto, la sua natura di azienda agricola, ultimo stadio di una secolare trasformazione che, nata e mantenutasi sotto la dinastia dei marchesi Pallavicino fin verso la fine del ‘700, l’ha vista trasformarsi da fortificazione militare di confine (in epoca medioevale) a dimora residenziale (in epoca moderna), poi di nuovo in caserma (nel XVIII secolo) e, infine in azienda agricola (nel Novecento). Per essere poi acquisita dai fratelli Spigaroli, Massimo e Luciano, negli anni Novanta. Una natura, quindi, rustica e rurale che si presenta immediatamente all’arrivo, quando bestiame al pascolo e animali da cortile non si curano giustamente degli avventori e continuano placidamente le proprie attività quotidiane.Ambiente quindi apparentemente riservato ma che non impedisce al visitatore di orientarsi nel giro di qualche minuto e di raggiungere il cuore della corte, entrando nel quale già si vedono, sulla destra, le vetrate del ristorante, in cui al nostro arrivo era in corso il servizio del pranzo, e sulla sinistra l’hostaria del maiale e il museo del culatello e del masalèn. E, qua e là, maialini riprodotti in “sculture”, utilizzando materiale di recupero. Insomma, il preambolo contiene già tutto il succo del discorso. L’unica cosa che, invece, inaspettatamente non si vede subito è proprio l’ingresso del relais, che ci viene comunque indicato dall’attento personale accorso in nostro aiuto. E in effetti questo ingresso è proprio una porticina, con antico chiavistello da aprire “antiquo more”, senza tanti complimenti, come ci piace immaginare accadesse fin dai secoli del basso medioevo.L’entrare nella sala adibita a reception è foriero di emozioni e sensazioni ataviche. Un fuoco scoppiettante in un monumentale camino ci accoglie. Di fronte ad esso una scultura in legno di ciliegio, con un Verdi seduto al pianoforte. E, come è giusto che sia, l’atmosfera è già quella che deve essere: decorazioni sulla cappa del caminetto, pavimenti in rustico cotto antico, un leggero aroma di fumo, la cortesia e la gentilezza di chi ci riceve e accoglie, come fossimo “clerici vagantes”, studenti volenterosi di apprendere quanto più possibile, praticando e sperimentando enogastronomicamente il mondo, sul punto di scrivere, pur se italianissimi e per niente teutonici, l’ennesimo “carmen” di quei “Carmina”, poi definiti “Burana”, gran parte dei quali, comunque, in latino. E quindi ci siamo. Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Siamo pronti a rivivere quelle atmosfere suggestive.Il castello è un susseguirsi di scale, sale, porte, catenacci e chiavistelli, terrazze, balconate, corridoi, camini e, finalmente, camere, che val la pena visitare, anche solo bighellonando al suo interno, per l’atmosfera che ne deriva, per l’odore dei salumi in stagionatura che a tratti sale dalle cantine, lungo le scale, quasi un richiamo del magico pifferaio o il suono dell’incantatore, per tutto quell’apri e chiudi e quel sali e scendi che danno a tratti la sensazione di perdersi in un’architettura di Escher. O nell’incarnazione di biblioteca che Eco pone nella sua abazia, esplicitamente ispirata ai giochi matematici della biblioteca di Borges. Un susseguirsi di rimbombi e di porte che si aprono e chiudono, di umide atmosfere salenti dalle cantine o di caldi e accoglienti abbracci derivanti dai fuochi accesi negli innumerevoli camini.In camera ci accolgono preziosi cioccolatini artigianali ed una bottiglia di Strologo Brut, dalle invitanti bollicine, giusto una piccola sosta prima della visita alle cantine, dove vediamo passare il loro tempo miriadi di culatelli, gestiti dalla manualità artigianale e, perché no, aiutati anche dalla sorte, soprattutto atmosferica; alcuni anche già prenotati, con tanto di cartellino a dichiararne la futura destinazione, casa reale o meno, fin da ora. Accanto a loro forme di parmigiano-reggiano con stagionature record: fin dal 2005, per dire. Latte, maiali, nebbia, umidità, tempo e pazienza partoriscono questi capolavori.La rimanente parte del pomeriggio trascorre all’aperto, passeggiando nella campagna circostante la corte, lambendo i terreni pascolo, regno e territorio del bestiame allevato, immersi nella fertile umidità del vicino “Padus”. Un divertente modo per cercare di consumare qualche caloria e creare quel vuoto che sarebbe poi stato colmato dal momento clou della nostra visita: la cena stellata.Ed eccoci, finalmente. All’ingresso nella sala del ristorante, vista il pomeriggio dall’esterno, nella nostra passeggiata, con le ampie vetrate, ora spalancate sul buio illuminato dalle luci di cortesia nel cortile interno, siamo accolti dal personale, che ci aiuta nella sistemazione al tavolo e nel disbrigo della comanda, dallo sfavillio di luci dei tanti candelabri e candelieri, nonché dai ciocchi ardenti nell’ennesimo e ampio camino, vicino al quale il nostro tavolo ci aspetta. Siamo non solo “in” Corte, ma proprio “a” Corte di sua maestà il Culatello, nel mezzo della sala, al centro del grande tavolo di servizio, troneggiante su di un piedistallo di legno, circondato dai nove bracci di due grandi candelabri. Una corte antica, veramente, a cavallo tra l’evo medio e l’età moderna, sfondo, ispirazione e teatro di poesie, giochi, canti e motti satirici, morali, amorosi, gaudiosi, gaudenti e giocosi, “Carmina Burana” che ben si attagliano a tal simposio. Il benvenuto ci viene dato da un bocconcino di Parmigiano-Reggiano con spuma di mortadella, granella di pistacchio, su un crumble al cacao. Già cromaticamente è un gioiello: i toni pastello, il marrone del cacao, l’ocra del parmigiano, il rosa della mortadella e il verde del pistacchio. Ma al gusto i toni delicati si trasformano in una marea di sapori, meravigliosamente contenuti in questa piccola ma portentosa composizione. È una dichiarazione d’intenti: “Dulcissime, totam tibi subdo me”, uno dei “Carmina”, recita la completa sottomissione al nostro gusto.Immediatamente dopo, quasi a confermare l’elevato tasso “animale” della cena, arrivano burro e lardo con rosmarino, accompagnati da pane e due tipi grissini, all’olio e alla zucca.La preparazione del culatello richiede animali ben allevati, carni ben lavorate dal norcino, perizia artigianale durante la stagionatura e il non trascurabile contributo dell’ambiente e del tempo, sia cronologico che meteorologico. Aiutati che Dio t’aiuta: Dio, la sorte, il destino, la Provvidenza, la “Fortuna”, insomma. E i bardi buranenses lo sapevano, lo scrivevano e lo declamavano, cantando alla “Fortuna”, la cui ruota “gira” (Fortunae rota volvitur), variabile come la luna nel succedersi delle sue fasi (“O Fortuna, velut luna statu variabilis”). Ma quando, però, tutto va per il verso giusto, e fortunatamente è quasi sempre così, quel che ne esce è una sapida delizia, leggermente marezzata, dal profumo stagionato, tagliata in sottili fette da divorare, una per boccone: il “Culatello oro degli Spigaroli”. Presentato semplicemente in purezza, in un piatto trasparente, quasi volesse pure la stoviglia ritrarsi e lasciare il ruolo di protagonista assoluto al salume-re. Accompagnato dallo Strologo Brut i cui aromi richiamano i sentori della stagionatura e le cui bollicine aiutano a sgrassare le fauci; un infallibile abbinamento dato dal territorio.Nella successiva portata, un uovo a guscio bianco poché rivela, penetrato dalla posata, un solare tuorlo colante sulla crema di patate dolci. Un sole che tempera e riscalda la croccantezza delle chips di patate viola, accompagnato dai sentori autunnali del nero pregiato di golena. Nonostante sia inverno e non primavera, “Omnia sol temperat, purus et subtilis”, caro anonimo cantore medioevale, un sole puro e leggero che riscalda ogni cosa presente nel piatto!Anche il percorso di vini in abbinamento prosegue. Dopo lo Strologo Brut, ci accompagna un fantastico Bianco Po, dai profumi speziati, con sentori di rosmarino e origano, ma soprattutto un secondo tempo agrumato, fantasticamente agrumato, in special modo un pompelmo che possente si impone alle nostre nari. Con questi vini bevono tutti, “bibunt omnes sine meta, quamvis bibant mente leta”, “bibit ista, bibit ille, bibunt centum, bibunt mille”. Pure gli astemi, per dire… D’altra parte, “qui potare non potestis”, chi non può bere, antica raccomandazione, lasci subito la festa! Anche questo, come tutti quelli della cena, è un vino del territorio, di produzione locale.I ravioli di bue bianco con gamberi e broccoletti, ci aspettano al varco con il confortevole involucro di pasta, “gemma pretiosa”, “Venus generosa”, accompagnati dai gamberi e dalle foglie del broccoletto. Gusti tutto sommato familiari, una pausa rilassante quasi, prima di proseguire.Ma prima urge un cambio di vino. Si passa dal bianco ad un rosso fermo e forte, più adatto alla pietanza successiva: il Carlo Verdi, che deriva il proprio nome dal padre del più noto Giuseppe.Ed eccolo. “Olim pulcher exstiteram”, sembrerebbe dire, come nel carme 130, “una volta ero bello”; “mallem nudo semper sub aere”, “preferirei stare per sempre all’aria aperta”, ma “nunc in scutella iaceo et volitare nequeo”, “mi trovo ora in un piatto e non posso più volare”. Recita così il cappone, per quanto in realtà non abbia mai saputo volare, intramezzato di foie gras, nero di golena e castagne, accompagnato da cipolline glassate e champignon, che si è fatto cibo per la nostra mensa. Ed onore gli viene reso in questa sua celebrazione gastronomica sontuosa, luculliana, ricca di sapori concordanti (le castagne) e contrastanti (il fegato). La dolcezza agra delle cipolline e la carnosità dei funghi accompagnano, con la nota sulfurea dei broccoletti, la carne, dolcemente sollecitata, appunto, dalle castagne e leggermente contrastata dal fegato. Un vero piatto da corte, da evo antico, da gustare davanti al crepitio del fuoco, accompagnato dalla nota alcolica del rosso.È arrivato così il momento dei dolci, per accompagnare i quali entra in scena un passito, “I Tre Preti”, il cui nome è ispirato, nemmeno a dirlo, alle storie di Don Camillo e Peppone, inventate dal localissimo Guareschi.Dapprima il pre-dessert: il sorbetto agli agrumi e mandorle tostate. Dalle vivaci e aspre note agrumate, leggermente smorzate dalle mandorle, in un equilibrio delicato, quasi da non toccare per non turbarlo, come la tenera “puella”, fanciulla, cantata con delicatezza, la cui “rufa [rossa] tunica” subito fruscia, “tunica crepuit”, appena a sfiorarla, “si quis eam tetigit”. Per questo l’intermezzo è breve, e velocemente si passa al dessert vero e proprio, non senza aver prima incontrato lo chef Spigaroli che si intrattiene con noi e si presta simpaticamente ad una foto ricordo. Intanto il dolce si materializza in un cuoricino di cioccolato con lamponi e gelato pralinato alle nocciole. “Gloriantur et letantur in melle dulcedinis”, i nostri sensi esultano e provano una dolcezza pari al miele, giocando con le asperità del frutto di bosco, la robustezza del cioccolato e la gradevole delicatezza del gelato.Infine, l’addio con la piccola pasticceria, marshmellow, macaron al cacao, mini-frollini con cioccolato bianco e lampone, assaporati nell’ordine, in accompagnamento al caffè, ovviamente non zuccherato, mentre lo sguardo meravigliato si bea dei candidi fiocchi che proprio ora iniziano a cadere oltre le vetrate, imbiancando lievi la corte. Un finale degno dell’antica fiaba d’amore appena vissuta. D’altra parte, in una corte antica, in un’atmosfera da amor cortese, in una notte fredda, mentre fuori nevica, riscaldati dal fuoco del camino, come non si potrebbe vivere felici e contenti? Già ce lo ricordavano i Carmina: “Si puer cum puellula moraretur in cellula, felix coniunctio amore succrescente, pari remedio propulso procul tedio!”.E non traduco, perché è facile capire dove si vada a parare…

8,8
1764
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Ristorante Al Vedel


Colorno
07/03/2021: Cucina, cantina, professionalità 🔝
24/02/2021: Ambiente estremamente accogliente, servizio eccellente, menu ampio con proposte della tipica cucina locale che non possono lasciare gli avventori indifferenti. Ladegustazione del culatello prodotto dallo stesso ristoratore...è d'obbligo !!!

8,8
141
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Baladì Grill


Parma
03/04/2021: Il locale fa solo asporto, almeno in questo periodo. Abbiamo preso un paio di panini 'cucina mediterranea e un paio di piatti libanesi. I primi due avevano un evidente sentore di muffa e gli altri due erano senza sapore. Abbiamo buttato via tutto. Professionalità scarsa e relativamente costoso. Sconsiglio.
28/03/2021: Abbiamo provato il mix libanese ed un piatto con ceci e carne macinata. Tutto molto buono e soprattutto piatti e sapori diversi dal solito. Ho apprezzato tantissimo le confezioni per il cibo d'asporto in carta

8,8
1596
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Culatelleria


Noceto
26/03/2021: Ho provato la Culatelleria purtroppo solo da asporto vista l'attuale situazione sanitaria ed è stato un vero peccato perchè il locale è molto bello e solamente entrando viene fame! Da asporto ho potuto prendere un ottimo panino ovviamente con il culatello ma ci sono anche alcuni piatti come ad esempio i tortelli.Prezzi assolutamente onesti vista la qualità dei prodotti.Assolutamente da riprovare
12/03/2021: Tappa imperdibile per viaggiatori per lavoro e per diletto. Il sapore della buona salumeria in un vero salumificio

8,8
364
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Salumeria La Rocca di Silvano Romani


Parma
08/04/2021: Entri e non puoi sfuggire alle tante tentazioni. C'è tutto per soddisfare anche i palati più esigenti.😋
04/04/2021: Prodotti buoni cortesia sono i punti forti

8,8
144
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Squid Ristorante


Parma
14/02/2021: Siamo stati a pranzo Di Sabato, che dire.. una piacevole sorpresa. Si respira aria di mare con il pesce freschissimo è il personale molto preparato e gentile. I piatti curati al dettaglio è davvero buono! Lo consiglio a tutti.
07/02/2021: Non conosco il posto. Mi ispira molto. Arrivando per caso parcheggio davanti all'ingresso. Il personale di cucina è fuori che fuma una sigaretta, a fine sigaretta la getta senza ritegno davanti al locale. X mi sa che non metterò mai piede in quel locale. La civiltà sopra tutto. Ricordo che esiste una legge che vieta e sanziona chi getta mozziconi di sigarette. Poi davanti al tuo locale no. Manco ci pulisci. Un porta mozziconi non costa molto e ti aiuterebbe di ➕

8,7
585
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Locanda Mariella


Calestano
14/02/2021: Il mio posto del cuore.. Qua è nata la mia passione per il mondo della ristorazione, quella ristorazione che in realtà vuole essere conviviale nel rispetto del umiltà, un clima quasi famigliare si percepisce quando entri in questo locale, è quasi come se ti aprissero le porte di casa e ti accogliessero come buoni amici. Ora è cambiato tutto, ma vi dirò L anima è ancora quella, Guido e Mariella dopo tanti anni di attività hanno deciso di ridurre la loro trattoria a pochi coperti, ma con tanto rispetto hanno fatto questa scelta per mantenere viva L anima di questo storico locale, Chapeau❤️ ..in cucina troviamo un ragazzo bravissimo, che anche se non è il numero uno sul estetica del piatto, in tutti i casi si è confermato un esplosione di sapori cucinati alla perfezione rispettando eleganza sapidità con un bellissimo equilibrio! Bravo, merito anche di ingredienti ricercati quasi maniacalmente da Mariella🤪 Tornando alla sala, il servizio è perfetto, ci vuole serenità, per quanto riguarda la carta dei vini, ma di cosa stiamo parlando!!! Abbiamo due carte dei vini viventi in sala!! Ma fatte di ricerca e di esperienza che negli anni hanno acquisito, io ho imparato che ci vuole rispetto, io do essenzialmente un paio di caratteristiche che voglio trovare nel vino della serata è loro hanno sempre raggiunto le mie aspettative... due pozzi di sapienza che ho la fortuna di conoscere e rispetto tanto!
13/02/2021: Ho mangiato il menù di terra. Carciofi come non mai così buoni, cappellacci con un insieme di sapori che si sono rincorsi per tutta la portata: incredibile il pepe il cacio e il caprino del ripieno! Ho finito col maiale tranquillo accompagnato dal radicchio e la salsa al gorgonzola! Basta non posso dire di più se non che se l’Italia è così bella è grazie a posti come la locanda Mariella. Bravi!

8,7
654
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A la Maison


Fornovo di taro
20/12/2020: Sempre bellissimo ambiente con prima cucina. Lumache e formaggi top, ma tutto ottimo.
27/11/2020: Ci siamo ritrovati qualche tempo fa per una cena.. Una bella scoperta..qualità eccellente!

8,7
598
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Birroteca Puro Malto


Langhirano
16/03/2021: Uno spettacolo. Provare per credere
11/02/2021: Al PuroMalto ti senti a casa, sempre!

8,7
224
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Ristorante Rosa Croce


Parma
20/02/2021: Sono andata oggi a pranzo con un’amica. Piatti deliziosi ed originali e servizio cordiale e professionale. Tornerò sicuramente appena possibile
20/02/2021: Leggi le recensioni e ti crei molte aspettative, poi ne sci e ti accorgi che le grandi aspettative sono state straordinariamente soddisfatte.Entriamo e ci viene incontro un personaggio da film o che potresti incontrare in Persia in una serata di gente per bene.Ottima accoglienza, ottimi i consigli sui vini. Una serie di coccole che mi hanno ricordato quelle ospitalita orientale, un accoglienza che riporta a certi Hamman per intenderci.Al Rosa Croce non andate per mangiare piatti cucinati con grande professionalità creatività e attenzione, non andate per il servizio attento e scrupoloso, non andate per la bella musica che accompagna i pasti, non andate per le salette ospitali, andate perché sarete coccolati, accompagnati in un esperienza che ricorderete nel tempo.Noi torneremo presto, e voi?

8,7
880
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Osteria delle Vigne


Varano de' melegari
25/02/2021: Posto bellissimo, comodissimo, vicino alla strada, porzioni abbondanti e troppo gustose pietanze, soddisfatti al 110 e lode 👌👍
13/02/2021: Ambiente piacevole ed ottimi piatti

8,7
1449
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Ristorante Angiol D'Or


Parma
06/03/2021: In posizione previlegiata e in ambiente luminoso il ristorante offre le specialità tipiche del Parmense: torta fritta con salume, primi della tradizione locale e secondi emiliani. Tutto buono, ma ad un prezzo un po' al di sopra della norma. In un'altra posizione il prezzo non sarebbe gradito, ma la comoda veduta sul Battistero e la vicinanza con il Duomo possono giustificare questa leggera lievitazione.
23/02/2021: One of the best restaurant experiences. Great food in a great location

8,7
801
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Cibarium Salsamenteria


Fontanellato
18/02/2021: Qualità del cibo ottima e personale cordiale prezzi nella norma
20/12/2020: La miglior salsamenteria della mia vita. Pasta fresca salumi dolci e freschi, gnocco fritto dolce e poco unto, dolci delicati, che dire uno spettacolo! Grazie mille per la qualità! "Galline in corriera" che simpatico!

8,7
1003
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Trattoria Fopla


Solignano
11/04/2021: Indimenticabile il roast beef....ci tornerò anche se abito a Brescia
17/02/2021: La miglior trattoria della val di ceno!cucina alla parmigiana come da tradizione,la signora Gelsomina la titolare persona veramente straordinaria sia nella cucina che nella persona,se volete abbuffarvi di cibo di qualità e di bontà è il posto giusto!prezzi onestissimiiiiiiii!

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